Bobbio, indiscusso capoluogo della Valtrebbia, deriva il suo nome dal
torrente che lambisce l'abitato da sud. Bobbio fu abitata già
in epoche remote come testimoniano i ritrovamenti archeologici dell'
età neolitica e dell' età del bronzo, in seguito in tutta
la ValTrebbia si stanziarono tribù Liguri, a cui successivamente
si sovrapposero popolazioni galliche. Ancora dopo, Bobbio
entrò
nell'orbita di influenza romana.
Dall'Irlanda, nel 614, giunge a Bobbio il monaco Colombano nel territorio
donatogli dal re longobardo Agilulfo. Questo territorio controllava
l'importante via del sale che metteva in comunicazione lungo la Valtrebbia,
Piacenza con Genova allora controllata dai bizantini.
Colombano giunto in questi luoghi vi trova una piccola chiesetta dedicata
a San Pietro e decide di resturarla, morì però l'anno
dopo, esattamente il 23 novembre 615, ed i suoi discepoli lo seppelliscono
all'interno della chiesetta di S.Pietro.
Successivamente il convento si popola rapidamente e attorno ad esso
sorgono le prime case abitate da civili.
Bobbio diventa un centro di importanza paragonabile l'Abbazia di Montecassino,
con le sue scuole, la sua Biblioteca, il suo Scriptorium nel quale si
copiano numerosi codici miniati che richiamano alla cultura irlandese.
Il grande complesso monastico benedettino fu ricostruito nei secoli
XV-XVI, ma conserva ancora intatto il campanile di epoca preromana del
IX secolo.
L'interno è a tre navate con decorazioni di Bernardino Lanzani.
Nella cripta è conservato ancora oggi il sarcofafo di S. Colombano
del 1480.
Inoltre, sono visibili ancora, i resti di pavimento a mosaico del XII
secolo, due transenne in marmo del IX secolo e una cancellata in ferro
battuto del XII secolo. Da visitare è anche il Museo dell'Abbazia,
vi si accede attraverso il portico della basilica, al suo interno vi
sono conservati reperti archeologici di epoca romana, di epoca longobarda,
una teca d'avorio del IV secolo e dipinti di scuola lombarda.
Uno
dei simboli della cittadina di Bobbio è il Ponte Vecchio detto
anche "Ponte del Diavolo" o "Gobbo".
Probabilmente risale all'età precolombaniana, ma la sua esistenza
è documentata solo a partire dal 1196.
Fino al XVI secolo il ponte era composto da pochi archi e solo nel XVII
secolo divennero undici.
Il ponte è conosciuto anche come "Ponte del Diavolo"
da una leggenda popolare: Si dice infatti che San Colombano accettò
di stipulare un patto con il diavolo.
Quest'ultimo si impegnava a edificare il ponte in una sola notte in
cambio dell'anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato.
Il mattino seguente seppur con forma e arcate irregolari il ponte era
terminato ed San Colombano tenne fede alla parola data facendolo attraversare
però per primo da un cane.
Ancora da visitare a Bobbio è il castello Malaspina che fu costruito
per volere di Corradino Malaspina nel 1304. In seguito sotto la protezione
della famiglia Visconti fu residenza del Podestà e poi feudo
dei Dal Verme.
Del castello originario, oggi, ci è rimasto solo il mastio centrale
dal quale si gode una bella vista della città e delle montagne
circostanti.
Come arrivare
Da Piacenza dopo l'uscita dall'A1, si imbocca la tangenziale in direzione
stadio, da qui inizia la strada principale per la Val Trebbia (S.S.45).
Da Milano, raggiunta Piacenza dall'autostrada A1 o attraverso la Via
Emilia, si imbocca la S.S.45 in direzione Bobbio