Visitare Calcata

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  • ParcoParco del Treja

Calcata sorge su una roccia tufacea nel verde della Valle del fiume Treja, in provincia di Viterbo e a circa 40 chilometri da Roma.
Grazie alla sua posizione isolata, il piccolo borgo, tutto arroccato su uno sperone di roccia, apparendo quasi sospeso nel vuoto, è riuscito a mantenere inalterati nel tempo le proprie tradizioni culturali e il patrimonio artistico e naturale.
Il borgo medievale, intorno agli anni ’30, venne giudicato inagibile e pericoloso per eventuali crolli dovuti a sgretolature della roccia tufacea sulla quale è costruito, successivamente si ripopolò di artisti provenienti da tutta Italia che aprirono in questi luoghi, lontani dalle grandi città, le loro bottega d’arte.
Calcata ha origini falische, scavi archeologici hanno evidenziato tracce di insediamenti già in epoca preistorica, la zona divenne insediamento della civiltà falisca, una civiltà diffusa in tutta la Tuscia Tiberina, culturalmente simile a quella etrusca, probabilmente ancora più antica. Le tracce di un grande abitato falisco che ebbe la sua massima fioritura tra il VII e il VI secolo a.C sono visibili nei resti sparsi nei dintorni di Calcata, tra i quali le rovine della città di Narce, ai cui piedi sorge un tempio falisco, la Necropoli di Pizzo Piede, lungo il sentiero per giungervi è visibile un enorme monolite, simile ad un “menhir”, sul quale si notano degli scalini intagliati, forse una torre di vedetta. Questi popoli consideravano il territorio di Calcata un luogo sacro in cui si concentravano energie particolari, vi si compivano misteriosi riti magici e propiziatori, forse legati ad arcaici culti astrali.
Il nome di Calcata, compare per la prima volta in un documento del 772-795, sotto il pontificato di Adriano I. Successivamente, nel Duecento, il borgo divenne feudo della nobile famiglia degli Anguillara, che fece edificare il castello e la cinta muraria.

COSA VEDERE A CALCATA

Visitare Calcata è considerata un’esperienza fuori dal tempo e dallo spazio, è uno dei più incantevoli paesaggi laziali, immerso nella natura della valle del Treja della quale è possibile ammirare la bellezza dalle terrazze del borgo dall’aspetto ancora oggi medievale. Tutto il paese, visitabile solo a piedi, è da considerarsi un vero gioiello, non vi si trovano grandi monumenti, è tutto il tessuto urbano rurale rimasto intatto, con le abitazioni in blocchi di tufo a vista e le strade tortuose che conducono a spettacolari punti panoramici sulle gole del Treja, che rendono la visita a Calcata unica.
All’abitato, circondato da fortificazioni e difeso dalla morfologia dell’ambiente naturale, si accede da un’unica doppia porta medioevale che immette nella pittoresca piazza Vittorio Emanuele II, di impianto rinascimentale, dove si trovano tre insoliti troni di tufo opera di uno degli artisti storici di Calcata, Costantino Morosin. Dalla piazzetta si snodano le strette viuzze, intervallate da archi e scalinate, sulle quali si aprono negozi di artigianato, sale da the, botteghe di artigiani, un piccolo forno dove comprare dolci e biscotti molto buoni e ristorantini dove si va si mangia molto bene. Al di sotto del livello stradale molte case hanno grotte, spesso anche a più piani sotterranei. Si tratta di depositi e cantine e tombe o antichi luoghi di culto. Alcune case di tufo risalgono al 1200, e si presentano come modeste abitazioni con antichi portali e resti di profferli, le strade sono lastricate dal 1700 con grossi ciottoli di fiume.
Nella piazzetta si trova il Castello Baronale, affiancato dalla torre ghibellina, fatto edificare dagli Anguillara nel XIII secolo. Sulla lapide del castello vi è inciso il nome dei marchesi Sinibaldi, a cui il borgo è appartenuto in due momenti storici: nei secoli, XII- XIII, successivamente passò ai conti Anguillara per poi tornare ai marchesi Sinibaldi nella seconda metà del '700, quando fu rifatto l'edificio. Attualmente il palazzo è proprietà del Parco Valle del Treja e accoglie, gli uffici ed un centro visite del Parco, inoltre vi si svolgono matrimoni civili, mostre, convegni ed esposizioni.
Sulla piccola piazza si trova anche la chiesa del SS. Nome di Gesù risalente al XIV secolo e ristrutturata nel 1793 su commissione della famiglia dei Sinibaldi. L’interno della chiesa si presenta a navata unica coperta da un soffitto a capriate lignee. All’interno sono conservati un fonte battesimale, un'acquasantiera del XVI secolo e un tabernacolo a muro. Dietro l'altare si trovano una serie di pitture che rappresentano storie del Cristo. Un tempo vi si trovava la reliquia della Circoncisione, la tradizione narra di una reliquia portata da Gerusalemme ad Aquisgrana da Carlo Magno, donata a papa Leone III. Venne trafugata da un lanzichenecco durante il sacco di Roma del 1517, che morì nei pressi di Calcata, la reliquia viene recuperata e portata in dono a Maddalena Strozzi, moglie di Flaminio Anguillara. Da qualche tempo è misteriosamente scomparsa, forse messa da parte dal Vaticano.
Da visitare a Calcata è anche il cosiddetto Granarone, si tratta di un antico granaio costruito nel 1632 inizialmente si chiamava Monte Frumentario; successivamente compare nei documenti Vaticani con il nome "Granarone. Oggi è la sede l'associazione culturale il Granarone. Il granario stato attivo fino al 1950 e poi abbandonato, è stato salvato da sicuro crollo da un'olandese che ha finanziato i lavori di restauro.

COSA FARE A CALCATA

Da non perdere è una visita a La Sala dei 201 Tè. La Sala offre oltre 200 tipi di thé provenienti da tutto il mondo accompagnati da ottima pasticceria locale. Aperto tutta la settimana, dispone anche di terrazza con vista sulla Valle.

COSA VISITARE NEI DITORNI DI CALCATA

In località Colle, nei pressi di Calcata, da visitare è il Museo Opera Bosco, aperto al pubblico dal 1996 e creato dagli artisti Anne Demijttenaere e Costantino Morosin. Si tratta di un itinerario che attraversa due ettari di bosco circa. Si percorrono i sentieri tra la vegetazione dove sono collocate circa quaranta opere, eseguite interamente con materiali naturali, un perfetto connubio tra arte e natura. Il Museo è aperto la domenica ed i giorni festivi da fine marzo a metà dicembre, durante la settimana e per i mesi di luglio ed agosto, con prenotazione. E’ possibile prenotare visite guidate per gruppi e scolaresche. Tel.: +39 0761.58.80.48 Sito Web: www.operabosco.eu
Nel territorio del Comune di Calcata, e quello di Mazzano Romano, è stato istituito il Parco Suburbano Valle del Treja, istituito a tutela di un ambiente unico protetto per il suo pregio naturalistico. Venne istituito nel 1982 ed ha un’estensione di circa 650 ettari.
Parco Suburbano della Valle del Treja: Tel. +39 0761.58.76.17, Sito Web: www.parcotreja.it
Nel Parco del Treja bisogna fare una visita alle vicine Cascate di Monte Gelato e alle sovrastati rovine di una mola medievale, si tratta di un antico mulino ad acqua. Il percorso si fa a piedi lungo il fiume, disseminato di mulini e cascate, e risulta particolarmente suggestivo per gli amanti di storia e natura attraversando i boschi fino a raggiungere il “cuore” del Parco dove è presente una importante area archeologica. Vi si trovano, inoltre, numerose necropoli e antichi reperti archeologici trovati che risalgono all’età del bronzo (1440-1200 a.C.).



Calcata sigla provincia VT, regione Lazio.




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