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Esistono
varie ipotesi sulle origini della città di Cuma, la più verosimile è
che essa fu fondata all'VIlI secolo a.C. circa dagli abitanti della
vicina Pithckoussai (Ischia) provenienti dalle città di Calcide ed Eretria.
La città, inizialmente in accordo con gli Etruschi
di Capua, riuscì a dominare il territorio che
poi fu chiamato Campania Felix, estendendo i suoi
confini sui golfi flegreo e partenopeo. Da sola
riuscì a fermare l'avanzata degli Etruschi finchè
nel 421 a.C. cadde nelle mano dei Sanniti.
Quando Puteoli divenne il porto principale di
Roma, Cuma decadde in breve tempo e fu ricordata
solamente come luogo tranquillo, solitario e di
culto per la presenza dell'antro della Sibilla.
Nel Medio Evo fu teatro della guerra greco-gotica
subendo il dominio dei Bizantinie degli Ostrogoti,
fu poi invasa, nel 1207, da una lega campana che
distrusse totalmente la città. Nei pressi del
tempio di Apollo si trova l'antro della Sibilla.
E' monumento interamente scavato nel tufo, affascinante
per l'atmosfera di mistero che lo circonda. In
questo luogo è da ricercare la sede della leggendaria
sacerdotessa di Apollo, secondo la descrizione
che fornisce Virgilio nel libro dell' Eneide.
Ma potrebbe essere anche un esempio, piuttosto
raro a trovarsi, di architettura funeraria ispirata
a quella cretese-micenea.
Un corridoio, detto dromos, di forma trapezoidale
lungo 131,50 metri, largo 2,40 metri e alto circa
5, illuminato da sei aperture laterali, conduce
in un ambiente arcuato nel quale si affaccia un
altro più appartato.
Recenti studi, attribuiscono alla struttura una
funzione difensiva della sottostante area portuale.
Il tempio di Giove è un tempio greco è del V secolo
a.C., attribuito a Giove, del quale oggi ci resta
soltanto il tracciato del podio. Nel V secolo
fu trasformato in basilica cristiana, della quale
sono rimaste molte tracce e il battistero.
Sulla terrazza inferiore si trova il tempio di
Apollo, la cui costruzione, avvolta nella leggenda,
è attribuita al mitico Dedalo. Purtoppo oggi ne
rimangono poche tracce nel basamento, perché nel
Vsecolo fu adattato a chiesa cristiana.
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