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Pantelleria è collocata a sud rispetto alla Sicilia. Qui il panorama è costituito da un mare limpido, che si estende lungo le spiagge dalla caratteristica sabbia vulcanica ed all’interno delle grotte marine, raggiungibili soltanto con imbarcazioni. L’isola ha un’origine vulcanica, in quanto frutto di un’eruzione sottomarina, ma, attualmente, l’attività eruttiva si limita ai getti di vapore ardente, che fuoriesce dalle cosiddette favare, oppure all’interno delle grotte, creando delle vere e proprie saune naturali. Molte sono anche le sorgenti di acqua termale, tra cui si segnalano quelle di Sataria, a Gadir e a Nicà. Un panorama spettacolare è fornito dallo Specchio di Venere, un lago di origine vulcanica. Indubbiamente, Pantelleria è stata insediata sin dall'epoca del neolitico, quando era denominata Cossyra. Successivamente fu occupata dai Fenici, dai Cartaginesi e dai Romani. Nel sedicesimo secolo viene conquistata dagli arabi, che ne cambiano il nome in “Bent el Rhia”, cioè “figlia del vento”. Caratteristica testimonianza della presenza degli arabi sull’isola sono le abitazioni, chiamate Dammusi. Si tratta di case dalla forma ad arco; infatti, Dammus, nella lingua araba, significa proprio edificio ad arco. La forma era in realtà una scelta obbligata, in quanto, essendo il legno insufficiente, i tetti erano realizzati in pietra e per poterne sostenere il peso, i muri perimetrali assumevano la forma ad arco. |