Visitare Otranto

Otranto è una cittadina del Salento posta nel punto più ad est d’Italia. Valona infatti, sull’opposta sponda adriatica, dista solo 70 km. Non di rado è possibile ammirare le catene montuose dei Balcani e le isole Greche di Corfù e Saseno.

Storia di Otranto
Le origini della città si perdono nella notte dei tempi. Scavi archeologici effettuati nei pressi del centro della città, hanno permesso di rinvenire reperti dell’età del Bronzo. A Porto Badisco, poco a sud di Otranto un gruppo di speleologi del posto hanno scoperto all’interno di una grotta poi denominata “Grotta dei Cervi” numerose pareti con pitture che riprendono scene di vita dell’uomo del neolitico. Altre pitture invece hanno sfondo prettamente religioso (celebre è la raffigurazione di uno sciamano) che hanno fatto ritenere che la grotta svolgesse il ruolo di un vero e proprio santuario molto importante nell’area. La denominazione della Grotta come detto “dei Cervi” deriva dalla presenza cospicua di rappresentazioni del predetto animale.
In epoca Messapica la città di  Otranto svolgeva l’importante ruolo di raccordo, in virtù del suo porto, tra la dodecapoli messapica interna (insieme di 12 città indipendenti) e le città della vicina Grecia. Il popolo messapico aveva creato una civiltà piuttosto dotta e raffinata tanto da offuscare quella più rozza e militare romana. Tra le varie virtù di questo popolo, oltre alle lettere, è da ricordare l’addestramento dei cavalli.
Con l’arrivo de Romani Otranto contenderà per diversi periodi a Brindisi il ruolo di porto di riferimento per i traffici con l’Oriente. Con la caduta dell’Impero Otranto entrerà pian piano nell’orbita e negli interessi di Costantinopoli che fece della città una preziosa roccaforte da cui coordinare i propri possedimenti in Italia. La storia della città è profondamente legata a questa dominazione; infatti il continuo raccordarsi ed incrociarsi con le culture d’oltre adriatico portò Otranto a vivere periodi di straordinaria ricchezza economica e soprattutto di rigoglioso sviluppo delle arti e delle lettere. In particolare intorno all’anno mille in coincidenza con il secondo periodo di dominazione bizantina, la città conobbe il periodo più luminoso della sua millenaria storia. Nella città ove rifiorivano i traffici legati al porto, si era financo stabilita una nutrita colonia di ebrei che lucrava con i commerci. Nei dintorni della città poi, ebbe notevole impulso l’attività letteraria sorta intorno al Monastero di San Nicola di Casole voluto nell’XI secolo da Boemondo d’Altavilla al ritorno da una crociata in terra Santa. Il Monastero, gestito da monaci di rito greco, aveva la più grande biblioteca d’Europa, era fornita di uno scriptorium per la copiatura dei testi greci e latini, e offriva la possibilità a chiunque fosse interessato, allo studio, con vitto e alloggio gratuito, delle lettere antiche. L’Abate più famoso fu Niceforo che ebbe importanti compiti diplomatici svolti tra Roma e Bisanzio, all’epoca della scisma d’Oriente. Intorno ad esso crebbe inoltre un importante corrente letteraria che utilizzava il greco medioevale con i primi componimenti in volgare d’Italia.
Della maestosa biblioteca oggi rimane una minima parte custodita in alcuni musei Italiani ed Europei. I testi sono sopravvissuti alla distruzione operata dai turchi nel 1480 grazie al Cardinale Bessarione che, amante delle lettere, prelevò, ma alcuni dicono razziò, una gran mole di volumi.
La caduta di Bisanzio nel 1453 destò profondò sconcerto tra le corti europee. Anche il ruolo di Otranto cambiò radicalmente trovandosi di colpo da centro a periferia d’Europa. Maometto II dopo la conquista di Bisanzio alzò le mire verso l’Italia ed il papato in particolare. Così già nella primavera del 1480 ammassò truppe nel porto di Valona. Con un operazione diplomatica ebbe il benestare di Venezia allo sbarco in Italia (la Repubblica della Serenissima era all’epoca alleata di Firenze posta sotto assedio dal Re di Napoli). Così 18000 uomini su oltre 150 navi si presentarono il  28 luglio dello stesso anno alle porte di Otranto. Achmet Pascià, al comando dell’esercito, tenne sotto assedio la città per due settimane dopodichè riuscì ad aprirsi un varco tra le mura cittadina e dilagò nel borgo della città. Furono commesse enormi crudeltà, l’arcivescovo che stava celebrando la messa al popolo che si era rinchiuso nella Cattedrale, venne ucciso con un colpo di scimitarra che gli troncò la testa. Ma Achmet non fu pago delle crudeltà commesse ed anche per impaurire le popolazioni vicine e costringerle più velocemente alla resa ordinò che agli 800 maschi adulti sopravissuti fosse imposto la conversione all’islam pena la morte. Ma gli 800 unanimemente rifiutarono e furono tutti decapitati sul colle della Minerva poco fuori la città. Dei fatti di Otranto fu molto preoccupato il Papa che fece molte pressioni affinché si organizzasse un esercito di liberazione. Dopo tentennamenti il Duca Alfonso d’Aragona si pose al comando di una coalizione che, complice la contemporanea morte di Maometto II e la guerra civile scoppiata tra i figli per la successione, riuscì ad entrare a Otranto solo un anno dopo il sacco della città.
La storia Otranto può dirsi fermarsi qui. D’ora in avanti seguirà le sorti delle altre popolazioni meridionali.

Cosa vedere
La Cattedrale della città, detta dell’Annunziata, è un interessantissima espressione dello stile Romanico in Puglia. Edificata nel 1088 su una preesistente cripta del primo medioevo, presenta tre navate, un copertura con cassettonato ligneo del seicento, un decoratissimo Rosone rinascimentale, un portale di stile barocco. Nella cripta di sinistra sono presenti tre cassettoni con all’interno i resti dei martiri del 1480. E’ la chiesa più grande della regione ed al suo interno presenta un mosaico monumentale realizzato dal monaco Pantaleone proveniente dal Monastero di Casole.  Il pavimento musivo riprende un gigantesco albero della vita con alla base due elefanti da cui si sviluppano varie figure a tema biblico ma anche profano con personaggi come Re Artù o simboli dello zodiaco. La fattura non è rifinitissima ma il messaggio, in parte enigmatico, testimonia il contatto ed il crogiulo di più culture.
Altro monumento di interesse è la cripta di San Pietro che è una delle chiese bizantine più interessanti dell’Italia meridionale. Risalente all’VIII secolo, la chiesa si sviluppa su una pianta a croce greca e possiede al suo interno pareti ricche di affreschi di cui gran parte ancora ben conservati.
Il centro storico della città possiede ancora l’antica struttura medioevale con un fascino molto particolare tanto da venire inserito tra i 100 borghi più suggestivi d’Italia.
Il castello è stato ricostruito e potenziato dopo il sacco della città del 1480 per mano degli Angioini. Presenta un fossato, e tre poderose torri con un aggiunta postuma di una punta di diamante che si protende verso il Porto. Qui l’inglese sir Horace Walpole ha ambientato il suo omonimo romanzo “Il Castello di Otranto” che viene ritenuto il primo romanzo gotico.
Per quanto riguarda i dintorni Giurdignano presenta notevoli spunti di interesse legati soprattutto al fenomeno del megalitismo. Nei suoi dintorni sono presenti infatti ben 14 menhir e 7 dolmen. Particolarissimo risulta il menhir San Paolo ove alla base del monumento è stata ricavata una piccola cappella cristiana. Esempio molto singolare di sincretismo religioso che vede presente il monumento pagano (il menhir appunto), i riferimenti cristiani (la cappella con le raffigurazione della Madonna) ed infine il fenomeno della taranta visibile la rappresentazione del ragno e di San Paolo.

Otranto sigla provincia LE, regione Puglia.




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