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Il Castello di Valli Gli imponenti ruderi del castello, in pietra squadrata a filaretto, si trovano sulla cima della collina e rappresentano uno dei pochi esempi di insediamento del XI secolo rimasti di questo territorio. Tutt'oggi sono visibili i resti della cinta muraria con notevoli rimaneggiamenti causati dal successivo uso agricolo. All'angolo nord , si trovano gli imponenti ruderi di un'alta torre di avvistamento. Il casello è attestato per la prima volta in un atto dell'884; all'inizio della sua storia è possedimento della diocesi di Lucca, entra poi a far parte dei possedimenti dell'Abbazia di Sestinga che aveva la sua sede a Vetulonia; dopo essere passato sotto il dominio degli Aldobrandeschi, nelle mani dei pisani, alla fine del XIV secolo il castello ed i suoi territori vengono annessi alla Signoria degli Appiani di Piombino.
La Pievaccia La torre in filaretto di pietra, che rivela la natura di pieve fortificata dell'edificio, si erge isolata in vetta alla collina di Poggio Chiecco; i ruderi risalgono al XIII secolo e presentano un ambiente voltato a botte al piano terreno, l'area adibita al culto, nella quale si aprono due porte ad arco tondo con conci in pietra squadrata . Sul lato nord orientale, dove probabilmente si trovava l'abside, si apre una piccola finestra con forte strombatura rivolta verso l'interno. Al livello superiore si è conservato parzialmente un altro piano con resti di due finestre ad architrave. Questa località sembra dover essere identificata con l'antico insediamento di Vitiliano, pieve attestata sin dal 1217, anche se abbiamo notizie di una frequentazione esistente fin dal VII secolo (insediamento chiamato "Pastorale"); la Pieve, che all'inizio si trovava nei possedimenti dell'Abbazia di Sestinga rimase in uso di pertinenza della Diocesi di Massa Marittima fino al XIII secolo.
I testi sono stati gentilmente concessi dalla proloco di Follonica |