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Cancello ex Ilva.
E' il portale artistico che dava accesso alla città fabbrica progettato dall'Ing. Alessandro Manetti e dall'architetto Carlo Reishammer; è un esempio di manifattura in stile neoclassico e doveva rappresentare un esempio- campionario delle capacità delle Fonderia. Sulla sommità dell'opera appare ben evidente la fiaccola , motivo ornamentale simbolico per il riferimento alla lavorazione siderurgica; al di sotto di esso campeggia lo stemma con la croce sabauda ornato ai lati da due delfini. Impreziosiscono il portale due cornucopie (motivo classico e simbolo di abbondanza) e qua e là festoni di frutta neoclassici. La struttura del portale è formata da colonne pseudocorinzie con motivo di foglie di acanto.
Casotti di Guardia
Ai due lati del cancello artistico che consentiva l'accesso all'interno del muro perimetrale sono posizionati due piccoli ambienti detti "casotti" in cui da novembre a giugno un picchetto della guardia di finanza si occupava dei controlli.
Palazzina del Direttore
Palazzina di stile neoclassico, semplice e lineare per la funzione che doveva assolvere e cioè alloggio per gli impiegati, costruita dietro uno dei casotti di guardia tra il 1822 ed il 1832. L'edificio, che aveva anche un orto adiacente, venne utilizzato prevalentemente come abitazione sino al 1852 quando vi fu spostata la direzione dello stabilimento e lì rimase fino al 1960, data della chiusura definitiva.
Palazzo Granducale
Bella costruzione a tre piani sorta nel 1845 con il fine di ospitare Leopoldo II durante le sue frequenti gite a Follonica. All'ultimo piano si trovavano l'ufficio e l'abitazione dell'ispettore forestale. Attualmente il Palazzo, che conserva al suo interno stucchi e soffitti affrescati a tempera con motivi a grottesche, è la sede del Corpo Forestale dello Stato.
Torre dell’Orologio
In origine dove ora è situata la torretta dell’orologio si trovava una piccola cappella che nel settecento fu sostituita da un oratorio e dopo non molto a fianco di questo sorse un appartamento che divenne la sede della direzione dei forni. La torre con orologio risale agli anni Trenta del secolo scorso, si trovavano lì anche due campane di bronzo artistiche, fuse a Pistoia da Terzo Rafanelli. Dopo la costruzione del Palazzo Granducale la palazzina della torre venne suddivisa in appartamenti per i dipendenti delle Fonderie.
Chiesa di San Leopoldo
Da molti definito l'edificio più interessante della cittadina, la Chiesa di S.Leopoldo è un edificio di stampo neoclassico a croce latina e presenta un bellissimo pronao la cui peculiarità, l'uso della ghisa, ha fatto sì che la struttura si sia guadagnata il soprannome di "chiesa della ghisa". Di ghisa sono le coppie di tre colonne che sorreggono una trabeazione riccamente decorata e la balaustra a traforo che delimita l'area del pronao. L'arco centrale è sottolineato da una cornice in ghisa elegantemente decorata con acroterii a palmette all'esterno e con una fascia traforata con cherubini all'interno. Ai lati dell'arco vi sono due fregi in ghisa modellati nel 1841 dallo scultore Lorenzo Nencini con raffigurazioni di San Leopoldo che distribuisce i beni ai poveri: sulla sinistra vi è la consegna dei pani e sulla destra la consegna delle vesti (entrambi gli episodi sono stati scelti con l'intento di celebrare l'illuminata opera di bonifica promossa dal Granduca in Maremma).
L'interno, a navata unica con copertura a capanna e volta a crociera, presenta ancora una volta l'impiego della ghisa come materiale per gli arredi sacri: la base del pulpito, la balaustra del presbiterio, i sostegni delle mense, le colonne che sottolineano l'abside e gli splendidi candelabri ai lati dell'altare maggiore.
Nel transetto destro troviamo il monumento funerario di Raffaele Sivieri, primo direttore dell'Amministrazione delle Miniere del Ferro, costituito da un busto in marmo firmato da Leopoldo Arcangeli (1839) e da una lapide inserita dentro una cornice centinata in ghisa.
All'interno dell'arco aperto al centro dell'altare maggiore è inserito il tabernacolo in marmo eseguito da Lorenzo Nencini nel 1841; il ciborio, sorretto da due angioletti posti, secondo un'originale invenzione, di spalle, presenta un'edicola di forma ottagonale, finemente scolpita con motivi neoquattrocenteschi (foglie di acanto) ed è sormontato dalla colomba dello Spirito Santo.
A sinistra dell'altare maggiore si trova una cappella e all'interno di una nicchia in stucco lucido perlato vi è il fonte battesimale col piedistallo in ghisa , la vasca in bardiglio e la pregevole statua in marmo bianco di San Giovanni Battista scolpita anch'essa dal Nencini con una tenera attenzione di timbro purista. Sull'altare della cappella la "Madonna Ilvania" ipoteticamente riferibile a Leopoldo Arcangeli.
Nel braccio sinistro del transetto si trova un grazioso dipinto ottocentesco ritraente la Vergine ed il Bambino, popolarmente denominata "Madonna del Soccorso".

I testi sono stati gentilmente concessi dalla proloco di Follonica


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