Mozia


Mozia è l’antico nome dell’isola di San Pantaleo, una piccola isola lagunare, che ha vissuto una storia molto intensa. La fondazione di Mozia, così come anche il suo nome, è opera della popolazione dei Fenici, che la colonizzarono, creando una vera e propria area di produzione di lana e delle fibre tessili.
Mozia si trova nella parte occidentale della Sicilia, nei pressi della riserva naturale di Stagnone di Marsala. All’isola di Mozia si può accedere soltanto attraverso l'imbarcadero, mentre in passato vi era una stradina oggi del tutto inutilizzabile, perché finita sotto il livello dell’acqua. Tuttavia, al fine di preservare la bellezza e l’importanza storica dell’isola di Mozia, è stato imposto il divieto di sbarco.
Sotto il profilo storico, l’isola di Mozia è di notevole importanza dato che i suoi insediamenti risalgono all’epoca preistorica e si protraggono per decine di secoli. Vi è, infatti, un sito archeologico datato intorno alla fine dell’ottavo secolo a.C., mentre i resti delle altre costruzioni come le abitazioni e le opere di fortificazione risalgono al quarto secolo a. C., nonché ai periodi della dominazione fenicia, greca ed infine romana. Sull’isola di Mozia, infatti, si possono ammirare il santuario fenicio di Cappiddazzu, una necropoli, ville romane, la casa dei mosaici e la casa delle anfore.
Molto importanti sono anche le opere artistiche rinvenute sull’isola di Mozia, come il complesso di sculture che rappresentano due leoni all’assalto di un toro. Anche le aree nei pressi di Porta Sud e Porta Nord hanno restituito alla luce importanti testimonianze del passato, come una capanna dell’epoca preistorica. Tuttavia, tutti gli interventi di ricerca e di recupero di questi preziosi reperti sono stati notevoli e dispendiosi e hanno visto la partecipazione di un considerevole numero di esperti del settore.
Dopo un breve periodo di abbandono, nell’undicesimo secolo, l’isola di Mozia fu concessa dai Normanni all'abbazia di Santa Maria della Grotta, sita nella vicina Marsala e i monaci palermitani che la gestirono le assegnarono il nome di San Pantaleo, che ha conservato tutt’oggi.
Verso la fine del diciottesimo secolo, invece, in seguito all’allontanamento dalla Sicilia dei monaci gesuiti, l’isola di Mozia, ovvero isola di San Pantaleo, divenne di proprietà di piccoli signori locali, che la utilizzarono come sede delle proprie colture, in particolare di vigneti.
Attualmente, l’isola di Mozia, dopo essere stata acquistata dalla famiglia inglese Whitaker, dedita al commercio di marsala, è divenuta sede della Fondazione "Giuseppe Whitaker" ed ospita l’omonimo museo.



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